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Alitalia, Colaninno: quando la coerenza dura meno di un quarto d'ora!
Evidentemente la Berlusconite (malattia, con diversi focolai in Italia, che colpisce il cervello ed intacca la logica; le persone infette da questo virus non sono più in grado di esternare affermazioni che mantengano un senso compiuto per più di 24 ore) sta dilagando e Colaninno sembra proprio non esserne immune.
Cronologia della situazione Alitalia riportata da Repubblica.it oggi 17 settembre 2008:
16:28 Colaninno: "Non è aut aut"
"Questo non è aut aut ma un tentativo di rilanciare Alitalia con il consenso dei lavoratori". Lo dice Colaninno ai sindacati riuniti a palazzo Chigi. Accanto a lui c'è Gianni Letta che al'inizio della riunione ha detto: "Ascoltiamolo poi valuteremo insieme come dare seguito al negoziato se ci sarà il tempo e lo spazio".
16:36 Colaninno: "Impossibile trattare, non c'è una lira in più"
"Non c'è più nulla su cui discutere, non c'è una lira in più da condividere". Lo ha detto Roberto Colaninno, presidente della Cai, ai sindacati. "Avete ottenuto - ha aggiunto - in queste due settimane quello che non era previsto concedere". Poco prima Colaninno ha anche detto che non si è arrivati all'aut aut.
16:43 Colaninno: "Senza consenso domani ritiro offerta"
"Senza consenso domani ritiro l'offerta". Lo ha detto il presidente di Cai, Roberto Colaninno, ai sindacati durante l'incontro su Alitalia a Palazzo Chigi.
Io non so se Colaninno conosca bene il significato dell'espressione "aut aut", ma sicuramente ci ha messo 15 minuti esatti per dire il contrario di quello che aveva annunciato, se questo è il presidente della CORDATA vi lascio immaginare gli altri.
(continua a leggere...)Alitalia: cronaca di una morte annunciata
Sono mesi ormai che seguo la vicenda Alitalia, non perchè mi interessi direttamente, ma semplicemente perchè l'ho individuato come uno dei punti cardine dell'operato dell'attuale governo, un punto su cui il Primo Ministro Silvio Berlusconi ha giocato buona parte della sua campagna elettorale. La famosa "italianità" da salvare, per me un concetto oscuro, lo ha spinto attraverso sentieri impervi dell'economia, al limite o al di fuori della legalità, per mantenere in vita un'azienda la cui sorte era già segnata da anni di cattiva gestione. Eppure colui che negli ultimi tempi si è posto come il salvatore, non può certo con un colpo di spugna cancellare quelle che sono state anche le sue responsabilità negli anni passati che hanno contribuito a creare questa spirale distruttiva.
La Bugia del ventunesimo secolo
Sono passati ormai quasi 7 anni dall'attacco alle Torri Gemelle che ha caratterizzato irreversibilmente (fino ad oggi) l'inizio del terzo millennio. E' stata la scintilla scatenante della guerra in Afghanistan, il principio su cui fondare una lotta ad un terrorismo invisibile, ma a detta di Bush sempre dietro l'angolo, con l'unico risultato di generare paure nella popolazione e limitarne le libertà personali. In nome dell'antiterrorismo il governo degli Stati Uniti vorrebbe poter catalogare i dati, anche i più privati, di ogni singolo abitante della terra. In tutto questo tempo sono stati sollevati parecchi dubbi sull'andamento reale dei fatti di quel giorno nefasto. Troppe contraddizioni e troppi particolari inspiegabili sono stati lasciati marcire nel passato dalla stampa e coperti da segreti istituzionali. Tantissime sono le denunce e i filmati in rete che dimostrano come la tragedia fosse un piano ben congegnato in cui si fatto affidamento sui sentimenti e la rabbia della popolazione per nascondere una verità che era davanti agli occhi: 2 edifici di 110 piani costruiti in acciaio e progettati per resistere agli impatti con gli aerei, sono crollati in meno di 10 secondi, cioè alla velocità con cui sarebbe caduto un corpo lasciato dall'estremità di una delle torri, e perfettamente su se stessi. Sconvolti dalla gravità dell'accaduto gli americani non si sono posti problemi di fisica e di costruzione, avevano bisogno di un nemico e questo gli è stato dato.
Vi riporto questo video: "911 Mysteries: Demolitions - sottotitoli ITA", che dimostra come sia fisicamente impossibile ciò che è accaduto al WTC l'11 settembre 2001, ovviamente restando alle spiegazioni fornite dall'amministrazione Bush. Il filmato dura un'ora e mezza e chiunque abbia la pazienza di guardarlo fino in fondo giungerà alla conclusione che gli unici veri terroristi da cui dovremmo stare alla larga sono il presidente degli Stati Uniti e i suoi seguaci. Ai posteri (purtroppo) l'ardua sentenza.
Clicca sull'immagine per visualizzare il video

E' possibile inoltre scaricare il file video in formato divx a questo indirizzo.
Il periodo del "Terrore"
Non ha nulla a che vedere con il "Terrore" vissuto dai francesi negli anni della Rivoluzione, da noi il terrore viene infuso in maniera più sottile attraverso la stampa e passaparola che partono da fonti interessate. L'obbiettivo è quello di creare la paura di qualcosa, di accentuare quelle già presenti e di spostare quindi il baricentro dell'attenzione su fantomatici uomini neri da cui i governi in carica si propongono di salvarci.
Nei giorni in cui viene approvato il pacchetto sicurezza e si demonizzano gli immigrati, come se fossero loro il male del nostro paese, ovviamente sulla stampa escono notizie che servono a rafforzare questo concetto e convincere gli italiani a sentirsi deboli e bisognosi d'aiuto.
Oggi è stata pubblicata su diversi siti di news, tra cui Repubblica.it, questa notizia:
"Criminalità e paura del futuro in cima ai pensieri degli italiani"
"Un'indagine rivela una sindrome dell'insicurezza senza precedenti
Si invocano più controllo sul territorio e misure straordinarie per l'immigrazione"
Ignorante è bello!
Quanto sono pungenti le parole di Ilvo Diamanti nel suo articolo "Maledetti professori", pubblicato oggi su la Repubblica.it.
Denuncia la situazione della scuola italiana in cui i professori hanno perso tutta la loro considerazione e sono stati sostituiti come modello di riferimento dall'imprenditore medio, forse ignorante ma sicuramente più ricco.
Maledetti professori
di ILVO DIAMANTI
IL "PROFESSORE", ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all'università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un'immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a "modello" dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E' almeno da vent'anni che tira un'aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza.
(continua a leggere...)



















