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"Lentamente muore"
«Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.» (Martha Medeiros) Sono esausta di avere a che fare con “la gente“...mi rendo conto non sia elegante parlare in questo modo degli esseri umani, ma la pazienza ha un limite, o no?
A volte mi sembra di parlare con dei muri insonorizzati e spessi dei Km... E’ in questi momenti che mi voglio ricordare (ed ho voluto scrivere anche per Voi!) questa poesia che adoro e che ogni tanto rileggo per non dimenticare quanto sia fantasiosa la vita, quanto possiamo arricchirla, quanto ci offre, a volte, senza che ce ne rendiamo conto... «Quest’ebete vita che ci innamora, lenta che pare un secolo, breve che pare un’ora!» Più il tempo scorre -inesorabile!- più mi rendo conto che le persone non ascoltano, non ti guardano mentre parli, vanno avanti per la loro strada e coltivano il loro orticello; tra esperienze in pub, bar, ristoranti, esposizioni d’arte, fiere, laboratori scolastici, sono una decina d’anni che lavoro a contatto con il famoso “pubblico” e Vi assicuro che non è facile confrontarsi ogni giorno con l’indifferenza, lo snobismo, la continua mancanza di rispetto... ...rispetto??? Credo non la insegnino più questa parola, credo la trovino inutile, ma io ci credo. Credo che gli uomini siano esseri perfettibili, che il sapere sia infinito e che gli alieni vengano a trovarci regolarmente, alieni bravi e tutti rugosi e alieni cattivi che uccidono gli animali. Credo che gli uomini siano soltanto bambini troppo cresciuti con grandi problemi di comunicazione e che gli uomini politici siano dei disonesti senza principi. Credo in un’entità superiore impersonale che ha messo in moto l’Universo e poi se n’è andata a spassarsela dimenticandosi che esistiamo. Credo nei miei amici e in loro ripongo parte di me stessa. Credo nel risveglio dell’intelligenza, della sensibilità, della civiltà, della libertà intellettuale e della vita. Credo nel padre di mio figlio. E credo che chiunque leggerà la poesia si farà delle domande, ed è questo l’importante: farsi delle domande, le risposte arriveranno. Have a nice trip!










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