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Funny Games


ritratto di Alessandro Zanellato

Pubblicato daAlessandro Zanellato -15 luglio 2008

Titolo Originale: Funny Games

 

Genere: Drammatico, Thriller, Horror

 

Anno: 2008

 

Durata: 111'

 

Regia: Michael Haneke

 

Sceneggiatura: Michael Haneke

 
Protagonisti: Naomi Watts, Tim Roth, Michael Pitt, Brady Corbet, Devon Gearhart
 

"PICK A VICTIM...PLAY"

Se vi siete imbattuti nel trailer di Funny Games, per altro molto scarno e con poche immagini, sulle note di "In The Hall Of The Mountain King" di Edvard Grieg, uno sfondo rosso e ben marcato di una frase: Nel 1971 Arancia Meccanica vi sconvolse...per finire con: e se arrivassero anche a casa vostra...Premettendo che chi uscirà dalla sala non darà più una certa confidenza al proprio vicino che ha appena traslocato o magari al già più conosciuto che vi invita a una grigliata, andiamo a parlare di questo piccolo capolavoro ripropostoci da Michael Haneke. Avete capito bene, riproposto! Funny Games non è nient'altro che un remake girato dallo stesso Haneke nel 1996, per filo e per segno. Sostanzialmente cambiano solo gli attori. Il primo film fu girato con attori professionisti e non, nel secondo il cast è di tutto rispetto: Naomi Watts (quì nelle vesti anche di produttrice esecutiva), Tim Roth (Le Iene, La Leggenda Del Pianista Sull'Oceano, L'Incredibile Hulk) e Michael Pitt (The Dreamers). Etichettato all'epoca come pellicola disturbante e sconvolgente per le sequenze di violenza vedo-non vedo, Funny Games racconta la storia di una famiglia benestante che si appresta a godersi le meritate vacanza nella loro casa in riva al lago. Mentre fervono i preparativi di riordino e di organizzazione, fanno la conoscenza di due giovani vicini di casa, molto educati e rispettosi. Quelli che sembravano essere due persone a modo, si trasformeranno in due pazzi schizzofrenici. Tenuti in ostaggio e costretti a subire umiliazioni e ogni genere di violenza psicofisica, per loro l'agognata vacanza diventerà un incubo senza fine. La lucida follia con cui si racconta la pellicola, in un progredire di orrore e pietà, sembra quasi disarmante. Lo spettatore impotente assisterà a questo calvario che i due coniugi e il figlioletto saranno costretti ad affrontare, mentre il lumicino di speranza continuerà inesorabilmente a spegnersi.  Senza via d'uscita, senza pietà. Vestiti con completi da giocatori di golf, segno quasi di un ricongiungimento a una upper-class annoiata, le due facce pulite dominano in lungo e in largo la scena con dialoghi surreali ma mantenendo quel self-control innato che terrorizzerebbe chiunque. Addirittura i due maniaci arriveranno a dialogare con lo spettatore in alcuni frangenti, beffandoli e invitandoli ad esprimere un'opinione, come se fossero parte attiva al film. Un'innovazione ingegnosa che aggiunge smalto ad una sceneggiatura già di per sè a regola d'arte. Come accennato poche righe fa, la violenza più accesa non si vede quasi mai, tutto rimane segreto, lasciando all'ormai teste-spettatore l'arduo compito di interpretare liberamente quale nefandezza si stia per compiere. Più violenza psicologica che fisica quindi, che incanala il film nei binari giusti per arrivare tranquillo tranquillo a destinazione. Una nota va alla colonna sonora, che sale vertiginosamente di tono, e si resta quasi pietrificati da tale inversione. Il finale annichilisce totalmente per il categorico rifiuto a una plausibile spiegazione. Concludendo il prodotto è senz'altro di pregevole fattura, concede un degno bis senza mai arrancare disperatamente. Le uniche note stonate potrebbero riguardare la tagline del film riportata all'inizio della recensione. Perdonata la presunzione, ma Arancia Meccanica è tutta un'altra storia...

Voto: 7.5

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