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Alitalia: cronaca di una morte annunciata


ritratto di Valentino Campion

Pubblicato daValentino Campion- il12 September 2008

Sono mesi ormai che seguo la vicenda Alitalia, non perchè mi interessi direttamente, ma semplicemente perchè l'ho individuato come uno dei punti cardine dell'operato dell'attuale governo, un punto su cui il Primo Ministro Silvio Berlusconi ha giocato buona parte della sua campagna elettorale. La famosa "italianità" da salvare, per me un concetto oscuro, lo ha spinto attraverso sentieri impervi dell'economia, al limite o al di fuori della legalità, per mantenere in vita un'azienda la cui sorte era già segnata da anni di cattiva gestione. Eppure colui che negli ultimi tempi si è posto come il salvatore, non può certo con un colpo di spugna cancellare quelle che sono state anche le sue responsabilità negli anni passati che hanno contribuito a creare questa spirale distruttiva.
Nelle acque nere in cui stava navigando l'azienda la scorsa primavera, una proposta come quella di Air France era più che una manna dal cielo, era un Miracolo. Invece dopo sei mesi di parole nel vuoto, fantasie imprenditoriali e un patriottismo degno di altri tempi siamo giunti ad un ultimatum in cui le alternative sono la padella o la brace. Ieri, 11 settembre, sembrava si fosse giunti al capolinea: da una parte i rappresentanti della nuova "Compagnia Italiana", un'Alitalia più ridotta e contenuta, che vogliono imporre le proprie condizioni, chiaramente peggiorative rispetto alle precedenti e dall'altra i dipendenti che possono scegliere se tagliare il proprio stipendio e i propri diritti di lavoratori o prendere la strada della mobilità. Tutto questo nell'arco di tre giorni, dopo sei mesi di parole, TRE GIORNI di fatti! E non c'è scampo perchè le casse dell'azienda sono oramai vuote, sono stati spesi anche quei 300 milioni di euro regalati da noi contribuenti per la causa nazionale. Non c'è più tempo!
Ma l'ultimatum scadeva ieri, il nostro carissimo ministro Sacconi ieri sera era ancora ottimista perchè sosteneva che essendo il fallimento l'alternativa non poteva esserci dubbio che le parti avrebbero trovato un accordo. Davvero un ottimismo fondato su basi solide!
Peccato che i piloti di Alitalia non siano proprio d'accordo, fin dalle prime ore della giornata di ieri hanno espresso la loro volontà di non essere partecipi di questo piano industriale oscuro e illegale in cui gli unici veri benefici economici andrebbero agli amici stretti del governo attuale. E' stato ripetuto più volte che non ci sarebbe stata una seconda possibilità e che senza un accordo entro la notte, questa mattina si sarebbe avviato il processo di fallimento di Alitalia. Invece stamattina la notizia che invade le prime pagine dei giornali è questa:"Alitalia, trattativa riparte alle 13 "Si teme il peggio, la mobilità". Io personalmente mi sento preso in giro, perchè questa è la più evidente dimostrazione che si è arrivati fino a questo punto, fino allo stremo, per poter mettere pressioni ai sindacati in modo tale che non possano fare altro che accettare le condizioni imposte dagli imprenditori. Se ieri era l'ultimo giorno e non sono stati trovati gli accordi allora, per me, Alitalia è fallita questa mattina. Evidentemente i calcoli del governo non erano proprio così esatti, hanno perfino modificato una legge (Marzano) per arrivare fin qui, cioè hanno tolto ogni responsabilità legale a chi avesse avuto "il buon cuore" di partecipare a questo "salvataggio".
Sia chiaro, non mi fà piacere che questa vicenda si chiuda con un fallimento e con 20 mila persone che si ritroveranno senza un lavoro, ma questo potrebbe essere l'inizio di una svolta, i piloti che con la loro professionalità non accettano di diventare delle pedine sono dei martiri della nostra società moderna. Sono un esempio da seguire, non può essere la sottomissione l'unica strada percorribile, se le cose sono fatte male, sono fatte male e basta e chi le ha costruite deve subirne le conseguenze, non trarne dei vantaggi.
Scrivo queste righe prima di conoscere il responso definivo delle trattative in corso, perchè non dò ancora per scontato che i sindacati siano dalla parte dei lavoratori, mi resta ancora il terribile dubbio che possano piegarsi a voleri superiori. Certo è che nel caso in cui diano il beneplacito a questa porcheria dopo aver rifiutato la proposta di Air France allora potremo dire che in questo paese di quaraquaquà non è rimasto più nemmeno un briciolo di logica e giustizia, intesa in senso etico, e forse la soluzione che ci resta è questa: "Scappiamo in Irlanda?"
 

ritratto di Valentino Campion

Abbiamo constatato l'ennesima balla del governo: l'ultimatum era fasullo, dato che i sindacati non hanno firmato allora si va avanti! Ma le casse sono vuote, le parole non possono più nascondere i problemi, questa volta l'impatto non si può evitare!
Ecco dunque le due perle di oggi tratte dalla Repubblica.it:

1) 16:24 Berlusconi: "C'è la sinistra dietro l'irragionevolezza"
Il premier Silvio Berlusconi ha detto: "Il destino di Alitalia è messo in forse dal comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti e in questo noi vediamo la forte influenza della sinistra che pur di dare smacco al governo non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il Paese se Alitalia dovesse portare i libri in tribunale. Spero che questo non accada"

2) 19:58 Bossi, può darsi che entri Lufthansa
Il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, parlando a Bagnolo San Vito alla festa dei popoli padani, è tornato sul tema Alitalia. Sulla possibilità di un eventuale ingresso di Lufthansa, Bossi ha auspicato che la compagnia intervenga "per sostenere l'hub di Malpensa, che non deve essere abbandonato dalla nuova Alitalia". Secondo Bossi questo il merito dell'operazione andrebbe alla Lega. Poi il leader padano ha commentato che "può darsi che i tedeschi entrino in Alitalia... Non lo so"

ritratto di Valentino Campion

La cosa più incredibile che emerge in queste ore è il fatto che i lavoratori stiano manifestando apertamente il loro dissenso nei confronti delle trattative e chiedano insistentemente di non firmare l'accordo mentre i sindacati, al contrario, danno segni di apertura verso la proposta.
Ma i sindacati chi rappresentano? Sè stessi?
Grazie alla mediocrità della stampa italiana e probabilmente anche delle persone che gestiscono l'operazione, non si capisce nulla di ciò che sta succedendo, dicono tutto e niente. Riusciranno a nascondere anche il fallimento di Alitalia?

ritratto di The NC

Ricorda che il primo comandamento è non far capire nulla per poter rigirare la frittata a proprio piacimento.

ritratto di The NC

I sindacati stanno cercando di salvare la faccia dopo la cantonata che hanno preso rifiutando il piano di VENDITA (seria) ad AirFrance, ma ad un errore così madornale non penso ci possa essere più rimedio. Ora l'Alitalia (la bad company) resterà agli italiani (siete contenti, vero? abbiamo preservato l'italianità di una grande azienda...) con tutti i suoi bei debiti e voragini da sanare con denaro pubblico (questo grazie alla New legge Marzano)

W l'Italia e Valentina Vezzali (santo cielo che video :-o)

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